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INCHIESTA DI CURZIO MALTESE: I conti della chiesa
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In questo modulo trovate le interviste che ho fatto ai frequntatori più assidui di questo blog. L'intento è chiarire a chi visita il mio blog quali personalità animano le discussioni che trovate tra i commenti ai miei post.
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SPAZIO DEDICATO AI SALUTI,
AI COMMENTI FUORI-INTERVENTO,
AI SUGGERIMENTI, ALLE LAMENTELE D'OGNI TIPO.
(LE OFFESE STERILI SARANNO IGNORATE)
NON POTENDONE PIù DI VEDERE NEL MIO GUESTBOOK TUTTI STI CODICI INDECIFRABILI TORNO A CONSENTIRE QUI LA PUBBLICAZIONE DI CODICI HTML SPERANDO CHE NON VI VENGA IN MENTE DI PIAZZARMI IMMAGINI PIENE DI CUORI, BRILLANTINI E ROBA SIMILE.
CIAO CIAO A TUTTI!
(ehehehehe)
October 23 Patatrack saluta la gentile utenza
PATATRACK HA DECISO DI RECARSI IN NEPAL, TERRA SANTA IN CUI RISIEDE LA SUA DIMENSIONE ONIRICA SMARRITA. PATRIZIA, DAL CANTO SUO, PROSEGUE LA SUA STRADA ADOPERANDOSI NELL'INVENTARE E NEL PERCORRERE ALTRI CANALI DI DIFFUSIONE DEI PROPRI CONTENUTI. VI VERRà COMUNICATA LA NUOVA VIA, NON APPENA SARà PROGETTATA. PROBABILMENTE NASCERà UN SITO CREATO APPOSITAMENTE PER LE SUE RICERCHE PERSONALI, PERFEZIONATO A DOVERE CON OPPORTUNA PROFESSIONALITà.
NON RESTA CHE IL SALUTO E L'AUGURIO D'OGNI BENE. PATATRACK AUGURA AI SUOI AMATI AMICI VIRTUALI DI PROSEGUIRE PER QUESTI SCHERMI CON RIDENTE LEGGEREZZA, CONSIGLIANDO ALLE FIGURE PIù INTERESSANTI DEL MONDO MSN DI EVITARE DI PERDERE TEMPO A SCRIVERE INTERVENTI DI UN CERTO SPESSORE, POICHè L'ETà MEDIA CEREBRALE è DI 10 ANNI CIRCA. AL CONTEMPO PATATRACK AUGURA AI MENTECATTI DELLA RETE DI CONTINUARE A FAR RIDERE L'UTENZA CERVELLOMUNITA, LA QUALE OVVIAMENTE NON SMETTERà DI GIROVAGARE PER BLOG TRAENDO SPUNTI CONTINUI DI DIVERTIMENTO INDIVIDUALE E COLLETTIVO.
E ALLORA, PER CONCLUDERE, PATATRACK VI LASCIA IN DONO IL SUO TESTAMENTO:
E ORA UN SALUTO PARTICOLARE. MI CHIEDI SE SONO FELICE, IO TI RISPONDO DI SI. MI CHIEDI SE TI VOGLIO BENE, IO TI RISPONDO CHE MI STA STRETTO. MI CHIEDI DI COSA HO PAURA, IO TI DICO CHE SONO TANTE LE COSE CHE TEMO. MA QUALUNQUE STRADA VERRà, IO NON POTRò ABBANDONARTI, GIACCHè VADO VIA DA QUESTA PRIGIONE TELEMATICA PER AFFIANCARTI DURANTE IL TUO VIAGGIO NEL MONDO. RICORDI? AVERE L'ESCLUSIVA SU PATRIZIA NON è FACILE, MA IO NON LE APPARTENGO, COME NON APPARTENGO A QUESTI SCHERMI. IO SONO UNO SPIRITO IN CADUTA LIBERA, AGGRAPPATO ALLA TUA NUDITà.
October 15 ARRIVA L'ORA CHE CI PORTA VIA...LA MUSICA è FINITA, GLI AMICI SE NE VANNO...
IO PER IL MOMENTO VADO IN STAND BY, LE MIE SIGARETTE RECLAMANO IL PENSIERO. NON L'AVREI MAI IMMAGINATO, MA A QUANTO PARE ANCHE UN PERSONAGGIO HA L'ISTINTO ALL'AUTOCONSERVAZIONE.
ALLE MANCANZE CI SI ABITUA, MA FRULLA IN TESTA, SENZA TROPPO RUMORE, QUELLA VOCINA CHE CANTAVA COSì...
October 04 Decisamente beate le marionetteCiò che vi fa ridere mi lascia perplessa. Ciò che vi fa piangere mi lascia perplessa.
“Beate le marionette”, sospirai, “su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà: nulla! e possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato”.
Pirandello, Il Fu Mattia Pascal.
Così camminate sul mondo paghi delle emozioni che lascia: le lacrime convulsive per gli abbandoni, l’entusiasmo e il trasporto per le novità, le abitudini tradite e quelle difese. È tutto qui quello che vi serve: 3 pasti al giorno, un letto caldo, un lavoro decentemente remunerato, qualcosa di inutile cui pensare per arginare la noia, un Dio ad immagine e somiglianza di tutte le soluzioni ai problemi che siete in grado di rappresentarvi. Mai una volta che ad alcuni di voi si strappi il cielo sopra la testa. Mai una volta che ad alcuni di voi paia così ottusa la semplicità del proprio stare al mondo da cominciare a pensare davvero. Beati voi, mi viene da dire.
October 03 FESTA GRANDE
Cucciola mia, oggi è il giorno del tuo ritorno. E allora si deve festeggiare, perché tu domani leggerai la lettera che ti scrissi nel tempo peggiore e, dopo aver pianto, con quell’adorabile visino da bimba indifesa, vorrai ridere, pensando che un momento come questo meriti per forza un sigillo d’allegria. Siediti comoda,
Spero vorrai perdonarmi, ma ho invitato un ospite d’eccezione. Questa che segue te la dedica personalmente Guido Gozzano (clicca qui per vedere il video). Si è lamentato un po’ per la performance dell’attrice, ma dice che tu, sua ignota amica, saprai apprezzare. Rimasto commosso per ciò che dicesti di lui tempo fa, commosso dalla tua sensibile lucidità, mi esorta a portarti il suo regalo.
Tutto ignoro di te: nome, cognome,
l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
e sapere non voglio, e non ho chiesto
il colore nemmen delle tue chiome.
Ma so che vivi nel silenzio; come
care ti sono le mie rime: questo
ti fa sorella nel mio sogno mesto,
o amica senza volto e senza nome.
Fuori del sogno fatto di rimpianto
forse non mai, non mai c'incontreremo,
forse non ti vedrò, non mi vedrai.
Ma più di quella che ci siede accanto
cara è l'amica che non mai vedremo;
supremo è il bene che non giunge mai!
(Guido Gozzano)
Anche Francesco Guccini mi ha lasciato un dono per te. Lo incontrai al concerto del 13 Settembre a Taormina, e lui subito si accorse della tua mancanza. Oggi non può essere qui con noi, ma mi ha pregata di recapitarti questo:
Ma come vorrei avere i tuoi occhi,
spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene,
quasi senza rimorsi o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare
ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare
Culodritto, che vai via sicura,
trasformando dal vivo cromosomi corsari,
di longobardi, di celti e romani
dell'antica pianura, di montanari,
Reginetta dei telecomandi,
di gnosi assolute che asserisci e domandi,
di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi, anche se non avrai
le mie risse terrose di campi, cortili e di strade,
e non saprai che sapore ha
il sapore dell'uva rubato a un filare,
presto ti accorgerai
com'è facile farsi un'inutile software di scienza
e vedrai che confuso problema è
adoprare la propria esperienza;
Culodritto, cosa vuoi che ti dica?
Solo che costa sempre fatica
e il vivere è sempre quello, ma è storia antica.
Culodritto, dammi ancora la mano,
anche se quello di stringerla è solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato, o mi ha mai chiesto;
vola, vola tu, dove io vorrei volare
verso un mondo dove ancora tutto è da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare.
Non puoi immaginare quanti ospiti si sono presentati al banchetto all’improvviso: qualcuno con una canzone, qualcuno con una birra e qualcun altro con una lacrima. Altri ne verranno, in questa sede, altri che non conosci, e ti lasceranno in dono un saluto, un’immagine o solo un punto e a capo.
C’è da fare rumore
per non farle più sentire silenzio:
siete tutti invitati!!!
October 01 GLI INTERVENTI PIù BELLI DELLA RETE 2Ed eccoci alla seconda puntata della rubrica Gli interventi più belli della rete. (Pubblicherò di continuo, ho troppi post da farvi vedere!). Vi sottopongo una bellissima poesia che provvederò ad analizzare per voi, fornendovi strumenti tecnici da letterata doc. (E non vi dico che fatica!).
PRIMA POESIA (i commenti in nero sono miei)
IL PONTE C'è un ponte che profuma di fiori (almeno non fa puzza, è già qualcosa) campanelle bianche di purezza (com’è una campanella di purezza? Voglio una foto, subito!) e rosse di passione (le birichine…)
Da questa parte del ponte è caldo umido (Ho capito! Ha oltrepassato il ponte di Messina, e ora sta in Sicilia) e la pelle scintilla come foglie al mattino baciate dalla rugiada Dall'altra parte del ponte è freddo secco (Di clima mite neanche l’ombra! Probabilmente sarà nei pressi di Reggio Calabria) e il corpo è in tensione (sarà che bevi troppi caffè… prova con una camomilla! Dubbio: ma non è che c’è l’uomo invisibile che fa il birichino alle spalle?) come una fune che congiunge due punti dell'infinito (in pratica una retta)
Da questa parte del ponte il cuore è gonfio d'amore e di paure (Si, decisamente si trova a Messina) la passione alberga qui e si agita in un petto palpitante (mi sa che non era la campana ad essere birichina) Dall'altra parte del ponte la mente è piena (eh beh, si, di certo dall’altra parte, perché da questa sembra vuota come un vagone letto fermo alla stazione di Trani) di sogni e di pensieri la purezza sboccia qui in un corpo fertile e gioioso
Da questa parte del ponte c'è il sole (almeno non devi portare l’ombrello) che illumina la vita responsabile e imprevedibile (wow, una vita responsabile illuminata è decisamente meglio di una vita irresponsabile illuminata) Dall'altra parte del ponte c'è la luna (20 minuti di ponte ed è già notte? Non ci sono più i tramonti di una volta!) che riscalda una notte trasgressiva e curiosa (ecco appunto, lo dicevo che la luna era un particolare illuminante)
E io faccio la spola tra un capo e l'altro del ponte (e quanto cazzo paghi di pedaggio?)
Proviamo a capire l’universo poetico dell’autore (???). Innanzitutto, visto il riferimento al ponte di Messina, la poesia è ambientata nel futuro. Il/la protagonista è in stato d’eccitazione, questo è evidente, e nutre il bisogno di abbandonarsi all’amplesso. Oggetto del desiderio è una persona – descritta in absentia – residente in Sicilia, la quale attende quotidianamente il Nostro per copulare. Del resto la simbologia del caldo umido, rimando diretto alla passione amorosa, è ben nota alla tradizione decadente novecentesca. Secondo uno studio del noto critico Carmine P. Grande, cui si deve una pregevole recensione – dal titolo Istanze d’avanguardia autonomista nella poetica del Ponte -, l’identificazione della Sicilia, dal clima soleggiato, con l’unione carnale, riprende il motivo popolare del calore insulare avverso alla frigidità continentale. Io, da letterata, non posso che sottolineare il sotteso impegno civile dell’autore, che ha voluto denunciare, attraverso una serie di immagini erotiche e mistiche al contempo (ma senza farsi mancare inclinazioni paniche), l’urgenza di risolvere il problema dei traghetti e di privatizzare le autostrade, così da far campare i comuni coi pedaggi dei disperati. Si noti poi la poetica licenza del binomio notte-giorno risolto in chiave antinaturalistica: si parte da Messina col sole che illumina la vita e si arriva 20 minuti dopo a Reggio Calabria che è già notte trasgressiva e curiosa. Avrei svolto con piacere anche un’analisi metrico-retorica (???), ma capirete che per quanto sia complessa e articolata la poesia – coi suoi echi pascoliani (???) e crepuscolari (???) – avrei perso decisamente la nottata (e la mia dignità). Sono certa che voi avrete altre belle parole da spendere per questa meravigliosa perla dispersa nel mare magnum delle cagate poetiche italiane.
Si ringrazia Grande Puffo per la gentile collaborazione.
Video tratti da Youtube e ArcoirisTV affinchè i lettori non dimentichino di pensare.
IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA |
Clicca sui titoli per visualizzare gli interventi in archivio. Buona lettura!
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